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Figia di luna, intervista all'autrice Greta Xella


Oggi vi voglio proporre l’intervista a Greta Xella, autrice di una graphic novel che mi è piaciuta davvero tanto, Figlia di luna. Il worldbuilding è di una fantasia eccezionale, così come le sue illustrazioni poetiche e anche un po' oniriche. 

Ci sono tantissimi livelli di lettura, ma quello che da genitore a me ha più colpito e che ho trovato davvero originale è che racchiude un messaggio per tutti quegli adolescenti che troppo spessi si trovano a dover mettere insieme i pezzi dei loro genitori. Parla di come una figlia o un figlio, e in realtà tutta la famiglia, si possa trovare nella situazione in cui è un genitore a stare male, non importa se per motivi psicologici o fisici, e di come si possa sempre fare qualcosa. O almeno ci si deve provare.





1. Come è stato pubblicare la tua prima opera da autrice completa con Baopublishing? Puoi raccontarci qualche aneddoto a riguardo?


Lavorare con una casa editrice esperta come Bao mi ha permesso di esplorare la professione più in profondità,  senza la paura di perdermi.

Hanno capito da subito, forse anche prima di me, quali intenzioni avessi e come volessi esprimerle. Mi hanno aiutata senza mai anticiparmi o imporsi, accompagnandomi e seguendo tutto il processo di realizzazione del libro. 

Un’esperienza che spero sinceramente di ripetere.





2. La storia di Tia ha qualche accenno autobiografico?


Purtroppo e per fortuna, si.

Nella mia vita ho incontrato i disordini mentali molto presto, vedendoli molto da vicino; da un lato mi hanno tolto un poco di spensieratezza durante l’infanzia, ma ad oggi posso dire di aver sviluppato una sensibilità emotiva molto forte, indispensabile per il mio lavoro e il mio modo di narrare.




3. Mi è piaciuta tantissimo la tua idea che la realtà sia una trama da tessere e che possiamo sempre modificare attraverso il nostro vissuto, cambiando il nostro sguardo sulle persone e sulle cose. Chi è per te il popolo ragno? E la sciamana?


Il popolo ragno, come la sciamana, rappresentano la cultura.

Solo quando si hanno le giuste domande si otterranno le giuste risposte e in base ad esse la nostra percezione della realtà, la nostra trama personale, può cambiare drasticamente.




4. Quale è il messaggio che vuoi dare con la tua storia?


Quello per cui a volte cambiare il proprio punto di vista è la vera chiave per comprendere una situazione anche molto distante da noi e dal nostro vissuto, imparando a trasformare un ostacolo in una risorsa indispensabile.





Commenti

  1. Voglio leggere presto qualcosa della Bao!!!

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  2. Il cambio di prospettiva è sempre la chiave, secondo me. Lo diceva anche Einstein

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  3. Concordo con l'autrice! Cambiare il proprio punto di vista dimostra saggezza, perchè non tutti riescono ad affrontare il cambiamento che comporta :)

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  4. Credo che saper cambiare il proprio punto di vista sia quello che ci fa migliorare 😊

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  5. Bellissima intervista anche il fumetto mi incuriosisce molto 😍

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  6. Bella intervista, però questo volume è davvero irresistibile

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  7. Condivido in pieno il suo messaggio. Cambiare il proprio punto di vista e il primo vero passo

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